Quante volte ci siamo sorpresi ad allacciare noi le scarpe ai nostri bambini perché eravamo in ritardo? O a ripetere all’infinito frasi come “fermo, non correre, scendi da lì”? Dietro queste piccole attenzioni quotidiane si nasconde, spesso senza volerlo, un eccesso di protezione che rischia di rendere i nostri figli più insicuri e dipendenti.
È proprio per fermarci a riflettere su queste dinamiche, e per restituire ai bambini e alle bambine il diritto di esplorare (e anche di sbagliare), che prende vita “Il rischio di crescere”, la nuova campagna di sensibilizzazione pensata per gli adulti e promossa all’interno del progetto triennale “Le Scarpe con i Lacci”.
Ci siamo ritrovati il 9 settembre nella Sala Rossa della Provincia di Verona per condividere questa nuova avventura con la comunità, in un momento di confronto molto partecipato tra istituzioni, scuole, esperti e famiglie. Ma il vero “lancio” dell’iniziativa sarà giovedì 10 settembre, proprio in concomitanza con la riapertura delle scuole: bambine, bambini e genitori di San Pietro in Cariano, Pescantina, Fumane e Sant’Anna d’Alfaedo troveranno ad accoglierli un’inaspettata segnaletica stradale nei pressi dei plessi scolastici e dei parchi.

Un nuovo sguardo sui divieti
L’idea creativa, curata dal team di Eclettica APS, utilizza un linguaggio che conosciamo benissimo – quello dei cartelli stradali – ma ne ribalta il significato per creare una bonaria “dissonanza cognitiva”. Non troveremo avvisi sui pericoli fisici, bensì segnali che ci mettono in guardia dalla nostra voglia di spianare sempre la strada ai più piccoli. Così, passeggiando per i nostri paesi, potremo imbatterci in inviti spiazzanti come “Attenzione, strada senza ostacoli”, “Attenzione al divano” o “Fai spazio all’imprevisto”.
Simone Schiaffella, creativo di Eclettica, racconta come “lo slogan della campagna supporta l’idea che il crescere comporti in sé la necessità di esporsi al rischio”, sottolineando come questo possa rivelarsi un’occasione preziosa “per affinare capacità e autostima”. L’invito è a riscoprire l’aspetto positivo del gioco libero all’aperto, ricordandoci che “la fatica di fare qualcosa da soli ha tutto il sapore di una conquista”.

Tra fatica degli adulti bisogno di fiducia dei più piccoli
L’incontro in Provincia è stato anche l’occasione per ascoltarsi in modo sincero e mettersi in gioco. Erika Zorzi, Assessore alle Politiche Sociali di San Pietro in Cariano, ha colto il punto sottolineando quanto sia vitale passare “dalla cultura del divieto alla cultura del ‘come’, dando ai bambini gli strumenti per camminare con le loro gambe”.
I racconti di chi vive quotidianamente l’infanzia hanno confermato questa urgenza. Le parole di Anna Caradori, mamma di Fumane, sono risuonate familiari a molti di noi: “Oggi si lavora entrambi a tempo pieno e il tempo da trascorrere con i figli rischia di ridursi a una corsa continua per accompagnarli alle varie attività o piazzarli davanti alla tv, perdendo quel contatto con il gioco libero in cortile che noi adulti abbiamo vissuto da piccoli.”

Una fatica condivisa anche dal mondo della scuola, come ha spiegato la maestra Luisella Lugoboni da Pescantina: “Il concetto di autonomia del bambino è passato da un modello educativo basato sulla fiducia a una cultura della sicurezza assoluta”. Regolamenti stretti e paura degli infortuni limitano le esperienze all’aperto e l’esplorazione del territorio, rendendo persino la ricreazione un’occasione mancata.
Dal punto di vista della salute, l’invito a fare “un passo indietro” è arrivato dalla pediatra e presidente ACP (Associazione culturale Pediatri) Giulia Cangiano: la dottoressa ha ricordato che limitare le autonomie lascia tracce anche in età adulta, invitando caldamente i genitori a non temere i piccoli inciampi, a far giocare i bambini all’aperto e favorirne la libertà di movimento.

Restituire lo spazio per inciampare
Cosa possiamo fare, allora, tutti insieme? Valentina Salzani, pedagogista di Hermete coop. e coordinatrice educativa del progetto, ci invita a piccoli gesti di fiducia. Il nome stesso del progetto ne è il simbolo: negli ultimi anni le scarpe con gli strap hanno rimpiazzato quelle con i lacci, certo facilitandoci, ma togliendo ai bambini un allenamento fondamentale alla manualità fine.
Il suo è un invito a guardare oltre la nostra ansia: “Proviamo a non eliminare lacci, bottoni, recintare una buca, imbottire uno spigolo, appianare un dosso. Perché imparino a riconoscere i rischi e a difendersi”. Lasciamo loro lo spazio di sbucciarsi un ginocchio o di annoiarsi un po’, perché è proprio restituendo all’infanzia lo spazio per inciampare che regaliamo ai nostri figli e alle nostre figlie “la forza per imparare a correre da soli”.

Gli strumenti della campagna
La campagna “Il rischio di crescere” non si limiterà alle installazioni stradali poste nei pressi di scuole e parchi dei comuni coinvolti. Sarà accompagnata da cartoline informative e locandine che verranno distribuite in tutti quei luoghi che le famiglie frequentano abitualmente, come biblioteche, ambulatori medici e spazi ricreativi. L’obiettivo, infatti, è ambizioso ma fondamentale: innescare un vero e proprio cambio di mentalità negli adulti.
Piuttosto che controllare ansiosamente ogni mossa dei bambini, la campagna ci invita a sviluppare una cura “indiretta”, basata sulla fiducia e su un monitoraggio discreto. Si sensibilizzano così genitori, educatori e l’intera cittadinanza sui danni dell’iperprotezione, fornendo consigli pratici per la vita di tutti i giorni e consolidando un’alleanza educativa territoriale forte e condivisa. Perché per far crescere i nostri bambini liberi, dobbiamo innanzitutto liberarci noi delle nostre paure.
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Questa iniziativa fa parte di Le Scarpe con i Lacci, progetto di che promuove spazi di autonomia per bambine e bambini tra i 3 e i 10 anni, coinvolgendo famiglie, scuole e comunità, nei territori di San Pietro in Cariano, Fumane, Pescantina e Sant’Anna d’Alfaedo (2025-2028). Le Scarpe con i Lacci è un progetto di Hermete, realizzato con Moving School 21, Progettomondo, Fondazione Edulife, UNIVR – Dipartimento di Scienze Umane, Eclettica, gli istituti comprensivi dei territori coinvolti e tante realtà locali.
Questo progetto è realizzato grazie al sostegno di Fondazione San Zeno e Con i Bambini.